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Kathie Lee Gifford critica la comunità LGBTQIA+: Basta con queste lettere

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Kathie Lee Gifford Critica l'Uso Continuo di Sigle LGBTQIA+: "Basta Con Queste Lettere"

Kathie Lee Gifford ha espresso un’opinione critica nei confronti della comunità LGBTQIA+ durante la sua partecipazione al podcast di Tomi Lahren. Secondo quanto riportato da Page Six, l’ex conduttrice di “Today” ha dichiarato: “Non so nemmeno quante lettere ci siano adesso”, aggiungendo poi che “devono davvero smetterla con questo”. La discussione è emersa quando Lahren ha chiesto a Gifford come riuscisse a conciliare il suo fervente credo religioso cristiano con il suo interesse per le questioni LGBTQIA+.

La risposta di Kathie Lee Gifford

Alla domanda di Lahren, Gifford, 72 anni, ha risposto: “Quella è una parola di quattro lettere, ed è A-M-O-R-E, amore”. Ha continuato spiegando che, lavorando nello spettacolo fin da piccola, ha avuto molti amici gay, forse più che amici eterosessuali. Gifford ha poi sottolineato di non voler dire a nessuno come vivere la propria vita, citando il messaggio cristiano di amare il prossimo come se stessi. Ha aggiunto: “Non posso odiare nessuno che dico di amare. L’amore non può convivere con l’odio. Non possono farlo”.

La presentatrice ha poi condiviso un’esperienza personale sulla sua fede, affermando di aver “sentito” la voce di Dio da quando aveva 12 anni, anche se non in modo udibile. Secondo lei, il messaggio ricevuto è stato: “‘Kathie, sarai troppo occupata ad amare le persone con cui non sei d’accordo per giudicarle. Non giudico nessuno. È una questione di Dio”.

Critiche alla cultura della cancellazione

Durante lo stesso podcast, Gifford ha dichiarato che la cultura della cancellazione è “anti-Dio”, criticandola duramente. Ha affermato: “Penso che sia orribile. Non puoi definirti un credente in Gesù e poi trattare le persone in quel modo. Gesù non ha mai cancellato nessuno”. Ha aggiunto che continuerebbe a seguire Gesù e non le persone che scelgono di cancellare gli altri per differenze di credo.

Gifford ha ricordato di aver affrontato tentativi di cancellazione nel corso degli anni: “Ci hanno provato. Riprova, non succederà”.

Le sue dichiarazioni nascono da un profondo senso di fedeltà ai suoi valori e dalla convinzione che la cultura della cancellazione non sia compatibile con i principi cristiani dell’accettazione e dell’amore reciproco.

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